DONNE E UOMINI

“Molte donne moderne hanno dovuto nascondere la naturale e unica espressione della propria “radiante femminilità” per avere successo nel mondo economico moderno, di orientamento marcatamente maschile. E molti uomini  moderni, si trovano in un punto morto, un vago punto di transizione tra i vecchi modelli di mascolinità e le nuove identità, diventando essenzialmente ambigui, incapaci di essere pienamente presenti e con fiducia nelle loro relazioni e nelle loro vite”. David Deida 

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ASCOLTARE L’INTUITO

“Per l’ingenua e per la donna dall’istinto leso la cura è la stessa: esercitarsi ad ascoltare l’intuito, la voce interiore; porsi domande; essere curiosa; vedere quel che si vede; ascoltare quel che si sente; e poi agire in base a quel che si sa essere vero… Recuperando questi poteri dalle ombre della psiche, non saremo semplici vittime delle circostanze interne o esterne”. Clarissa Pinkola Estés. Immagine di Catrin Welz Stein 

IL PATRIARCA INTERIORE

“Mentre ascoltavo il Patriarca interiore di Mara, potevo ascoltare che era il portavoce interiore del patriarcato esterno. Mi resi conto del fatto che aveva un grande impatto sulla maniera in cui noi donne vediamo noi stesse e sul nostro ruolo nel mondo. Egli divise l’umanità tra uomini e donne e vide questi gruppi come sostanzialmente differenti. Ogni gruppo aveva il suo proprio territorio o spazio di potere e i suoi propri doni da portare nel mondo. I doni degli uomini erano importanti e quelli delle donne erano secondari. Tradizionalmente, il potere maschile era sostenuto, quello femminile era stravolto”. Sidra Stone

FEMMINILE E MASCHILE

“Femminile e Maschile sono due archetipi, due forme originarie che sussistono prima delle specie. Questi due archetipi hanno funzioni e simbologie diverse, ognuno ha delle sue prerogative, delle sue qualità e delle sue carenze e insieme si compensano e si completano formando un tutt’uno armonico che funziona a regola d’arte, come nel Tao, Dove l’ho lo yin e lo yang si abbracciano armoniosamente formando qualcosa che è più della somma delle parti. È chiaro che nel pianeta terra l’armonia tra Maschile e Femminile si è rotta, così come è accaduto all’interno del nostro pensiero che è diventato duale, scisso, giudicante e incapace di cogliere l’unità”.  Andrea Zurlini

IL PREGIUDIZIO CHE IMPEDISCE L’INCONTRO: VALORI PATRIARCALI E MATRIARCALI

Il passaggio epocale nel quale stiamo vivendo ci confronta con la necessità di riconsiderare sia l’identità di genere che i ruoli e le relazioni tra i sessi per poter rispondere adeguatamente all’attuale istanza dell’esistenza: il confronto con la complessità “…..non è il mondo ad essere più complesso, ma sono gli uomini ad avere gli occhi per vedere la complessità….” (Christian Boiron). 

Una delle conseguenze di questo è la messa in discussione dei valori Patriarcali che da millenni hanno forgiato i pensieri, le culture, i modi di agire, di educare, di essere e le basi del vivere sociale. 

Non è più il ruolo a dare l’identità, ma c’è ormai la necessità di trovare una nuova identità più rispondente alla complessità interiore ed esteriore. Questa nuova condizione ha creato, sia negli uomini che nelle donne, disorientamento, vulnerabilità, dolore, estraniamento, lontananza, incomprensione, giudizio e pregiudizio. 

L’incontro e la relazione tra i sessi diventa cruciale e non più data per scontata nelle modalità e nelle aspettative, ma sono ancora i valori Patriarcali ed i nuovi valori Matriarcali, nati con il femminismo, a gestire spesso le relazioni e le vite degli uomini e delle donne. Sono questi valori che rendono difficile una  relazione tra i sessi che sia rispettosa e di supporto alle reciproche diversità quali possibili arricchimenti. E’ ancora un confronto sui valori a gestire la relazione ed il comportamento di uomini e donne, dove ciò che appartiene al mondo maschile – struttura, linearità, azione, razionalità, focalizzazione, competitività, forza, volontà, efficienza costante, conoscenza, ecc.  continua ad essere considerato “migliore” rispetto a quelli che da sempre sono i valori del femminile – fluidità, magnetismo, essere, ciclicità, immaginazione, sentire, concezione, percezione, accoglienza, saggezza, maternità.

IL PATRIARCA INTERIORE

La presenza in ognuno di noi dei valori Patriarcali ha radici nella cultura millenaria che ancora permea la visione, il pensiero e l’agire della società odierna, tramandata in famiglia attraverso l’educazione generalmente di madre in figlia/figlio.  

Cosa si intende per valori Patriarcali? 

Tradizioni, regole e leggi che si riferiscono agli ultimi due e più millenni di storia. Il rischio di questi valori, nel loro aspetto distorto, è quello di considerare le donne come inferiori all’uomo, non avere fiducia che la donna possa compiere qualcosa di importante da sola; e di rendere l’uomo confuso  e refrattario nei confronti dei cambiamenti sociali dove le donne spesso competono per gli stessi ruoli che un tempo erano di esclusiva maschile sia nella società che nei rapporti interpersonali. 

Ma in che maniera incidono nei comportamenti delle donne e degli uomini e nelle relazioni tra di loro?

Dagli anni del femminismo le donne hanno iniziato sempre più a volere per loro stesse spazi più ampi e riconoscimenti al di fuori dei limiti angusti della relazione di coppia che le relegava al restrittivo ruolo di mogli e madri; o nel lavoro, in cui da sempre ruoli di alta responsabilità e soprattutto certi ruoli legati al potere, erano per tradizione prettamente maschili. Inoltre la donna ha rivendicato un maggior legame e potere sul proprio corpo e una maggiore indipendenza rispetto alla propria vita sessuale. Da quegli anni molti spazi si sono creati per le donne ed anche la relazione tra uomini e donne e la relazione di coppia hanno subito profondi cambiamenti. Ma è veramente così? O noi donne stiamo vivendo in una grande illusione, l’illusione dell’emancipazione, causa di tanto malessere e tanto disagio?

In realtà sembra proprio che la donna, colta forse di sorpresa e non ancora preparata ad “entrare in società” e non avendo esempi a portata di mano, stia in realtà seguendo modelli maschili per gestire la sua quotidianità: livello di efficienza costante, estraniamento dalla ciclicità del proprio corpo e allontanamento dai propri valori femminili – di cui sopra; e stia sfruttando a proprio discapito quella capacità che le è propria di poter gestire contemporaneamente molte attività. 

D’altra parte la pubblicità, specchio spesso dei valori imperanti, cosa ci mostra? Pillole fantastiche che alleviano immediatamente i dolori mestruali permettendo alla donna di ritornare ad essere impegnatissima; assorbenti che rinnegano non solo il colore delle mestruazioni ma anche le mestruazioni stesse, assorbendo talmente tanto che alla fine ci si dimentica di essere mestruate: non è forse questo il rinnego della diversità, della peculiarità, del valore, dei bisogni e soprattutto del potere della donna? 

L’illusione è che tutti questi rimedi nascano per affrancare la donna dal “dolore”, in realtà sembra essere l’ennesima trappola del pensiero Patriarcale: se tu donna vuoi entrare a far parte del “mondo degli uomini”, devi essere un uomo e funzionare come lui, perché gli uomini ed il loro modo di agire valgono di più e sono più affidabili delle donne e del loro modo di essere. Ed ecco allora che i dolori mestruali, gli sbalzi ormonali, ed addirittura la maternità diventano qualcosa di “imbarazzante”, di sminuente agli occhi della cultura Patriarcale. In particolare questo è vero in quegli ambiti che escono dalle mura domestiche, caratterizzati dall’“efficienza e dalla linearità a tutti i costi”, che si aggancia in  qualche modo alla necessità, in fondo in fondo, delle donne vittime del loro Patriarca interiore, di “dimostrargli” che, comportandoci come “veri uomini”, noi donne questa uguaglianza ce la meritiamo. 

Ma è vero che per entrare nella società ed avere una posizione di uguaglianza con l’uomo, intesa come rispetto e uguale valore della propria diversità, la donna deve rinunciare ai suoi valori femminili? Spesso sembra essere così, ed allora forse è cambiato poco in termini di valore del Femminile e della Donna. E’ di fondamentale importanza pertanto smascherare questo grande imbroglio che impedisce realmente alla donna di contribuire ed arricchire con la sua peculiare presenza tutto ciò che è la vita, cercando nuove risposte alla complessità anche nella saggezza delle sue radici di donna senza pertanto rinnegare le proprie qualità femminili.

Ma qual è il peso della cultura Patriarcale per gli uomini? 

Anche gli uomini si trovano ad affrontare il profondo disorientamento causato da una cultura che a fronte della nuova complessità, ha mostrato i suoi limiti e le sue trappole, ed anche per loro è difficile individuare modelli nuovi senza farsi attrarre da vecchie e più semplici soluzioni.

Il Patriarca interiore, i valori Patriarcali interiorizzati, ad esempio non hanno permesso all’uomo di aprirsi al suo mondo emotivo, ma anzi hanno sviluppato un giudizio rispetto al considerare le emozioni come un valore nelle relazioni. Essere sensibili, a contatto con le proprie emozioni “è da femminucce” o peggio ancora “da omosessuali”. Inoltre l’uomo continua ad essere schiavo del valore della prestazione, tanto che spesso di fronte ad un mondo femminile sempre più indipendente, sceglie di giocare i vecchi ruoli  in relazioni con donne provenienti da culture non ancora totalmente “emancipate”, oppure con donne giovani apparentemente più bisognose di un sostegno o di una guida: tutto questo è molto rassicurante. 

E che dire dei tanti episodi di violenza nei confronti delle donne, così eclatanti come gli omicidi, che sembrano confermare la difficoltà dell’uomo di riconoscere la parità nelle scelte di vita, di relazione: di fronte ad una donna che sceglie altro per sé, l’uomo non ha più il ruolo e il potere su di lei ed è difficile fare i conti con tutto questo quando non si ha alcuna dimestichezza con il mondo emotivo e quando ci si confronta con lo spauracchio “dell’impotenza”, Patriarcalmente disdicevole e vergognosa.

Se da una parte giudica i valori femminili attraverso il suo Patriarca interiore, dall’altra l’uomo ne ha bisogno per affermare sé stesso ed essere “a posto” nei confronti del suo Patriarca: deve essere lui a portare i soldi a casa o almeno a guadagnare di più, perché è l‘uomo che provvede alla famiglia – ecco perché spesso nelle coppie dove è lei a guadagnare di più l’uomo sperimenta profondo disagio e depressione -; non deve assolutamente lasciare la famiglia, la moglie, ed a favore di questo gli sono concesse le relazioni extraconiugali: quello che non trova in famiglia lo troverà in un’amante per poter poi rientrare e sopportare quello che c’è in famiglia –  è anche per questo che gli uomini sposati difficilmente lasciano le mogli, il Patriarca glielo impedisce, impedisce loro di ascoltare i sentimenti a favore di un senso di responsabilità e di sacrificio -. Inoltre per il Patriarca l’uomo deve risolvere da solo i problemi relativi alle persone che gli si sono affidate, senza confrontarsi.

La sfida per l’uomo è ovviamente aprirsi alla sua vulnerabilità, al mondo emotivo, dare valore alle relazioni interpersonali, separarsi dal valore della prestazione, confrontarsi con l’impotenza e guardare alla donna come essere altro da sé che ora può non aver bisogno di lui in termini di sopravvivenza e di realizzazione.

LA MATRIARCA INTERIORE

Per bilanciare secoli di Patriarcato, grazie anche al femminismo, vi è la riscoperta di valori Matriarcali, valori che vivono con orgoglio le qualità del femminile. Ma è sempre la Matriarca interiore, sia negli uomini che nelle donne, che pensa che la donna sia superiore all’uomo.  

La Matriarca incenerisce l‘uomo con uno sguardo, disprezza o ha un’opinione molto bassa dell’uomo. Come si sente un uomo di fronte allo sguardo di una donna che contiene questo disprezzo annientante, un disprezzo che risuona con la sua Matriarca interiore che ha la stessa opinione di lui? Fuga, impotenza, senso di inadeguatezza, depressione, rabbia, (rabbia omicida?). Come si sentono i figli maschi che vivono con una madre separata che con le amiche parla del loro padre in toni tutt’altro che lusinghieri? In un mondo in cui i valori del maschile spesso vengono assimilati con i valori Patriarcali, è facile per la donna e per gli stessi uomini “fare di tutta un erba un fascio”. E allora sarà molto difficile per un uomo districarsi in questo momento di passaggio epocale e sociale e di vuoto di punti di riferimento tra ciò che è obsoleto e distorto del maschile e ciò che invece sono la sua peculiarità, la sua bellezza e i suoi doni.

Nella donna, se da una parte la Matriarca le permette di impegnarsi per dare a se stessa ed al suo essere donna valore e fiducia, dall’altra rischia di intrappolarla ed allontanarla dalla possibilità di trovare il giusto spazio nel nuovo mondo che avanza, relegandola quasi al ruolo di “giustiziera” nei confronti dei soprusi perpetrati  sulle donne. Il rischio per la donna è di rimanere attaccata al passato senza aprirsi veramente alle nuove possibilità che le si offrono rispetto a se stessa ed all’uomo. La Matriarca può indicare alle donne il valore del femminile – non permetterà mai il rinnego di questi valori – la sua saggezza ed il potere del femminile; ed aiuterà così la donna ad avvicinarsi all’uomo nella sua pienezza che non deve dimostrare nulla a nessuno, ma che è forte della propria saggezza e dei propri doni, aiutando l’uomo stesso a specchiarsi in lei per apprezzare ed imparare a padroneggiare ciò che il suo femminile interIore gli può offrire.

CONCLUSIONI

Attualmente, sia gli uomini che le donne hanno difficoltà ad uscire da un mondo relazionale “maschilecentrico” dove solo i vecchi valori Patriarcali, legati alla supremazia dei valori maschili su quelli femminili, sembrano essere il riferimento anche in questo momento di confusione, crisi e disorientamento. E’ proprio questa “vulnerabilità”, sono le antiche ferite, la paura del nuovo, sentimenti ed emozioni che abbiamo difficoltà ad ascoltare, perché dolorosi, che cerchiamo di esorcizzare o nascondere attraverso i comportamenti stereotipati condotti da questi due “pezzi da novanta” della nostra dinamica interiore: il Patriarca e la Matriarca.

Non è facile ripensarsi nei valori propri e nei comportamenti dopo secoli di automatismi e abitudini, ma credo profondamente che questa crisi nelle relazioni tra uomini e donne sia l’opportunità, la sfida a cui siamo chiamati, un ulteriore passo nell’evoluzione dell’essere umano. E’ necessario superare la paura del vuoto e dello sconosciuto per aprirsi all’opportunità che è celata: riconoscersi diversi nella parità e contribuire alla celebrazione del maschile e del femminile sulla Terra e nell’Universo.  

Elena Dragotto